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    Home » Assisi 9-10/3/2026: visita alle spoglie di San Francesco

Assisi 9-10/3/2026: visita alle spoglie di San Francesco

Ci ha scritto Paola:
Ad Assisi vado spesso. È il mio posto del cuore. Ogni volta mi regala una suggestione speciale che anche questa volta non è mancata.
Assisi è molto bella. Il sole illumina le basiliche e le case in pietra. Pullula di turisti e pellegrini accorsi da ogni parte del mondo per assistere ad un evento epocale, l’ostensione delle ossa di S. Francesco a 800 anni dalla sua morte.
“Cosa sarà rimasto? Non sarebbe stato meglio lasciarlo riposare in pace nel luogo di fronte al quale tante volte ho sostato in preghiera?” penso tra me e me. Il nostro orario di visita é alle 18, all’imbrunire. Siamo in tanti sotto il tendone allestito di fronte alla basilica inferiore per rendere più ordinato l’accesso. Una folla chiassosa e un po’ indisciplinata è in attesa con noi. Le gambe sono pesanti. La stanchezza si fa sentire. Finalmente tocca a noi entrare. La folla, che prima si accalcava, varcata la soglia diventa una serpentina ordinata che procede con lentezza. Uno dietro l’altro in un silenzio surreale. La basilica inferiore è vuota, quasi non la riconosco. La prima cosa che vedo è il crocefisso caro a Francesco. Quello con gli occhi grandi che sembra guardi proprio te. Mi commuovo. Lì certamente si trova Francesco, accanto al Suo Signore. C’è ancora dello spazio che mi separa dalle sue spoglie. Lo percorro lentamente e accolgo l’emozione che diventa lacrime e piccoli singhiozzi soffocati. C’è silenzio anche dentro di me. Procedo lenta, passo dopo passo. Le ossa sembrano quelle di un piccolo uomo. Non mi soffermo. Non si può e non voglio, per rispetto. Appoggio con la mano un bacio sulla teca e sono già fuori.
Il mio cuore trabocca di gioia, di fraternità, di grandezza e piccolezza assieme. Non so descrivere. Ci raccogliamo tutti all’esterno della basilica per una preghiera e un canto, Alto e glorioso Dio, che per giorni risuonerà dentro di me, quasi senza interruzione. Grazie, Francesco. Amico, fratello, padre. Grazie perché ancora oggi sei il nostro maestro di umiltà,  fraternità, misericordia, amore e pace. Grazie, perché oggi mi sento in pace e felice.
Il pellegrinaggio prosegue con tanti piccoli gesti di fraternità e amicizia. Credo che nessuno ne sia stato esente.

Altre voci da Assisi:
  • da Anna:
    Ho avuto la fortuna di partecipare al pellegrinaggio, organizzato dalle Parrocchie della nostra Zona Pastorale, ad Assisi, in occasione dell’Ostensione delle Spoglie di san Francesco. E’ stata una di quelle esperienze che, difficilmente, si dimenticano, un vero dono. Anche se non ci conoscevamo tutti, si è subito instaurato un clima molto bello di familiarità. Siamo arrivati a Santa Maria degli Angeli un po’ prima dell’ora di pranzo e questo ci ha reso possibile una visita alla Porziuncola. Si dice che l’Umbria sia il centro della spiritualità, ma la Porziuncola ne è veramente il cuore, ed è sufficiente entrare in quella piccola chiesetta per sentirne tutta l’intensità.
    Il pomeriggio è stato dedicato alla visita a san Francesco a cui ci siamo preparati con una visita a santa Chiara, al Crocifisso di san Damiano, ai luoghi più significativi del Cammino di san Francesco. Anche se il passaggio davanti alla Teca che contiene le Spoglie del Santo, è stata, ovviamente, abbastanza rapida, è stato un momento di una grande intensità e forza spirituale, cui siamo arrivati con un percorso silenzioso di  preparazione interiore e intima, nonostante il grande numero di pellegrini. Abbiamo concluso, tutto il gruppo riunito ai piedi della Basilica, già con le prime luci della sera, con una riflessione di don Giancarlo e, aiutati da Gabriella e don Francesco, con un canto. Questo momento di preghiera e canto, lo abbiamo ripetuto anche il giorno dopo, a conclusione della visita a Rivotorto e al Sacro Tugurio. Abbiamo recitato l’Angelus. Momenti bellissimi di unità, fratellanza, gruppo, comunità.
    Un altro momento bello è stato l’incontro, sempre a Rivotorto, con una suora che ci ha parlato della spiritualità francescana. La serenità, l’entusiasmo, la gioia, hanno trasmesso anche a noi un grande sentimento di pace. Naturalmente, non sono mancati momenti di convivialità, di chiacchiere e di allegria. Ci siamo perfino concessi di cantare sul pullman, come durante una gita scolastica. Vorrei poi aggiungere una riflessione personale. Chi mi conosce, sa che io ho delle difficoltà oggettive. Mi muovo con l’aiuto del deambulatore. Mi sono trovata all’interno di un gruppo di persone che, con grande semplicità, senza mai farmi sentire la differenza, mi hanno aiutata, sostenta, rassicurata. Avevo sempre qualcuno, vicino, che evitava che mi trovassi in difficoltà. Il seme lanciato da don Giancarlo, che insiste sempre sulla necessità, in una comunità, di prendersi cura uno dell’altro, e non lasciare che qualcuno si senta trascurato. . . . .
  • Da Roberta:
    Lunedì 9 marzo siamo partiti alla volta di Assisi, noi facenti parte delle 4 comunità: Fiesso, Marano, Villanova e Castenaso. In un clima festoso a metà tra la gita scolastica e la scampagnata di Pasquetta, raggiungiamo Santa Maria degli Angeli, dove alloggeremo tutte e due le giornate.
    Nel pomeriggio di lunedì, in un clima caldo e soleggiato, partendo da S. Chiara in compagnia di una guida, attraversiamo tutta Assisi per raggiungere in serata la Basilica di S. Francesco.
    L’organizzazione dei religiosi e dei volontari è impeccabile nel gestire il mezzo mondo che sta raggiungendo Assisi in questi giorni.
    Attendiamo sotto un tendone per un’oretta, con un clima un po’ “caciaroso”, quasi stessimo aspettando una rock star!
    E poi avviene quel momento, con quel silenzio che ricorderai tutta la vita.
    I nostri Don (Francesco e Giancarlo) ci hanno aiutato a vivere ed apprezzare questo evento epocale: la visione del corpo del Santo, di quel Francesco (o il poverello come lo chiamano qui), nel ricordo degli 800 anni dalla sua morte.
    Il martedì l’incontro con una suora a Rivotorto ha concluso il nostro viaggio.
    Si ritornerà alla normalità, ma nel cuore rimarrà la gioia e la spiritualità condivisa fra tutti.


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